Pratiche per la sepoltura

Pratiche per la sepoltura

Quando muore una persona cara, oltre a dover affrontare inevitabilmente il dolore dovuto alla perdita, ci si trova di fronte a una serie di incombenze pratiche. Innanzitutto, occorre denunciare il decesso al Comune di residenza che darà la concessione alla sepoltura del defunto e si potrà, quindi, organizzare il funerale con l’aiuto delle onoranze funebri. Esistono, inoltre, diversi tipi di sepoltura e, anche a seconda dei casi, ci sono diversi documenti per seppellire il proprio caro estinto. Ma vediamo quali sono le pratiche per la sepoltura.

Cosa fare subito

Come prima cosa occorre denunciare la morte della persona. Se il decesso è avvenuto in casa, bisognerà avvertire il medico curante che dovrà accertare le cause della morte e rilasciare il certificato. A questo punto la famiglia, magari assieme alle onoranze funebri, provvederà a trasferire la comunicazione all’ufficiale di Stato Civile del Comune entro le 24 ore dal fatto, allegando il certificato di morte del medico. Quindi, si può procedere con la sepoltura della salma che può essere di diverso tipo. Esiste, infatti, l’inumazione, ovvero la sepoltura in una fossa scavata nella terra, la tumulazione nel loculo o nella tomba di famiglia e la cremazione, ovvero l’incenerimento della salma e la successiva deposizione delle ceneri nel cinerario.

Pratiche per la sepoltura

Le pratiche per la sepoltura dipendono dalle indicazioni del defunto o della sua famiglia e, spesso, anche dalle consuetudini di un posto. In Italia, in generale, le sepolture più diffuse sono l’inumazione e la tumulazione. Per potersi esprimere in merito, occorre che chi muore abbia lasciato le sue disposizioni in un testamento. L’inumazione è sicuramente la pratica più popolare in Italia e consiste, come detto, nel riporre la salma in una fossa scavata in terra. Al contrario, quando si parla di tumulazione significa che la cassa verrà messa nel loculo o nella cappella di famiglia. Ogni pratica è regolamentata in modo preciso:

– nel caso dell’inumazione la concessione dura almeno 10 anni

– nel caso della tumulazione in loculo, la concessione dura 40 anni rinnovabili, mentre per quella in celletta dura 30 anni sempre rinnovabili.

Finito questo periodo, chi gestisce il cimitero provvede automaticamente all’esumazione e all’estumulazione per lasciare liberi gli spazi a una nuova sepoltura.

Nel caso, invece, della cremazione essa evita il problema dell’esumazione e dell’estumulazione. Questa è, inoltre, la pratica più sicura a livello igienico-sanitario. Si tratta di una tipologia di sepoltura molto condivisa in questi ultimi anni perché consente di risolvere una volta per tutte il problema dei resti del defunto, evitando così di riaprire antiche ferite e dover affrontare inutili disagi dopo decenni dal decesso di un familiare.

2017-12-22T10:29:35+00:00